Il ciel sembra piombo stasera
e mi pesa sulla testa
e la testa sull'anima.
A reggerlo Atalante
si sforza
gli verrà l'ernia.
Da piccolo avevo un atalante anche io,
e me lo portavo al cesso
e lo leggevo
mappa dopo mappa dopo mappa
altro che emiliosalgari.
Era della deagostini mi pare.
Ce l'avevamo tutte quelle cazzate enciclopediche,
adesso son fallite tutte,
le avranno bruciate tutte le enciclopedie
in una piazza,
e gli spettatori con i riflessi del fuoco
che danzano nei loro occhi sbarrati,
con nel volto l'onnipotenza, l'onniconoscenza. Cazzate.
E bruciano, brucian pagine e pagine come coriandoli infuocati
come stelle scompaiono nel cielo.
E la fuliggine impercettibile sale
e sarà per questo che il ciel sembra piombo stasera,
quel che mi pesa quindi.... è la conoscenza
che svanisce.
venerdì 8 marzo 2013
sabato 23 febbraio 2013
se per una sola volta
se per una sola volta
fosse tutto come in un film
come un bel libro
di quelli che tremi
alla penultima pagina
perché sai
sai
come andrà a finire
come se avessi
preso un caffé con l'autore
un caffé d'intesa
lui ti guarda da lontano voltare pagina,
annuisce
ed è tutto bellissimo,
il finale perfetto
vere lacrime di gioia
e calore
e un bacio grande quanto la parola
eternità.
Ci son persone che non l'hanno mai finita di pronunciare,
eter...
etern...
et...
e son appassiti col sorriso su due labbra secche ma inarcate di gioia.
SE PER UNA SOLA VOLTA...
pensava Brunello guardandosi allo specchio
in bagno
col sangue rosso sangue,
perché altro rosso non c'è,
che scivolava lento e denso
dalla quella piccola protuberanza
impercettibile
del suo mento.
Solo la lama del rasoio ne conosceva il punto debole.
Era come i <<segni particolari>> della carta d'identità.
Nessuno.
Stronzate e la protuberanza del mento?
Non divaghiamo.
Solo una volta, pensava il nostro Brunello,
ti prego NonDio, tu che sei Non-onnipotente
che ci NonAmi tanto e ci Non-proteggi,
per una sola volta,
sarebbe bello,
esser di nuovo in un cerchio di 2 metri di diametro
insieme a lei.
Se per una sola volta,
le cose andassero come un film,
la inviterei al "ballo incanto sotto il mare",
quello del film di Ritorno al Futuro.
"angel earth angel...." fa eco nella sala
e tu saresti bianca e carne,
perfetta,
con i tuoi riccioli castani
scender sopra un letto di sensualità
e calore.
Col tuo sorriso timido e la tua voglia
di sdrammatizzare i momenti d'imbarazzo.
Sarebbe bellissimo,
non sarebbe reale MA DIO MIO!
Dio mio.
Chissenefrega.
Sarebbe un dolce vagare della mente;
ballando su di una sala di zucchero filato.
"angel earth angel" fa ancora eco nella sala,
e ti bacio.
Giulia amor mio,
il tempo e lo spazio son quella battuta del signore che entra in un caffé splash,
per noi.
Per noi non son niente.
Ed io si che ho la forza di dire ETERNITA',
perché non ho paura dei rimpianti e dei rimorsi,
visto che già ne colleziono molti.
"angel earth angel..." fanculo il paradiso
l'inferno, i santi, i demoni, le promesse, i politici,
i comizi, le idee, gli ideali, le proteste, le lezioni,
le cerimonie, i matrimoni, i parenti, iddio e mia madre che diceva che ero un fallito e aveva ragione.
Al ballo incanto sotto il mare sarei vestito con un abito troppo stretto e tu,
tu
rideresti di me, aiutandomi a mettere la cravatta.
Plic, plic, plic...
la goccia del mio sangue color del mio sangue,
trasforma tutto col ferro che porta,
in questa prigione di realtà.
Ed ho paura della forma
del nostro amore,
che come una goccia di sangue
scompare nel mare delle responsabilità.
Angel earth angel, canticchia Brunello,
ed esce dal bagno
e li lascia tutti i suoi pensieri.
fosse tutto come in un film
come un bel libro
di quelli che tremi
alla penultima pagina
perché sai
sai
come andrà a finire
come se avessi
preso un caffé con l'autore
un caffé d'intesa
lui ti guarda da lontano voltare pagina,
annuisce
ed è tutto bellissimo,
il finale perfetto
vere lacrime di gioia
e calore
e un bacio grande quanto la parola
eternità.
Ci son persone che non l'hanno mai finita di pronunciare,
eter...
etern...
et...
e son appassiti col sorriso su due labbra secche ma inarcate di gioia.
SE PER UNA SOLA VOLTA...
pensava Brunello guardandosi allo specchio
in bagno
col sangue rosso sangue,
perché altro rosso non c'è,
che scivolava lento e denso
dalla quella piccola protuberanza
impercettibile
del suo mento.
Solo la lama del rasoio ne conosceva il punto debole.
Era come i <<segni particolari>> della carta d'identità.
Nessuno.
Stronzate e la protuberanza del mento?
Non divaghiamo.
Solo una volta, pensava il nostro Brunello,
ti prego NonDio, tu che sei Non-onnipotente
che ci NonAmi tanto e ci Non-proteggi,
per una sola volta,
sarebbe bello,
esser di nuovo in un cerchio di 2 metri di diametro
insieme a lei.
Se per una sola volta,
le cose andassero come un film,
la inviterei al "ballo incanto sotto il mare",
quello del film di Ritorno al Futuro.
"angel earth angel...." fa eco nella sala
e tu saresti bianca e carne,
perfetta,
con i tuoi riccioli castani
scender sopra un letto di sensualità
e calore.
Col tuo sorriso timido e la tua voglia
di sdrammatizzare i momenti d'imbarazzo.
Sarebbe bellissimo,
non sarebbe reale MA DIO MIO!
Dio mio.
Chissenefrega.
Sarebbe un dolce vagare della mente;
ballando su di una sala di zucchero filato.
"angel earth angel" fa ancora eco nella sala,
e ti bacio.
Giulia amor mio,
il tempo e lo spazio son quella battuta del signore che entra in un caffé splash,
per noi.
Per noi non son niente.
Ed io si che ho la forza di dire ETERNITA',
perché non ho paura dei rimpianti e dei rimorsi,
visto che già ne colleziono molti.
"angel earth angel..." fanculo il paradiso
l'inferno, i santi, i demoni, le promesse, i politici,
i comizi, le idee, gli ideali, le proteste, le lezioni,
le cerimonie, i matrimoni, i parenti, iddio e mia madre che diceva che ero un fallito e aveva ragione.
Al ballo incanto sotto il mare sarei vestito con un abito troppo stretto e tu,
tu
rideresti di me, aiutandomi a mettere la cravatta.
Plic, plic, plic...
la goccia del mio sangue color del mio sangue,
trasforma tutto col ferro che porta,
in questa prigione di realtà.
Ed ho paura della forma
del nostro amore,
che come una goccia di sangue
scompare nel mare delle responsabilità.
Angel earth angel, canticchia Brunello,
ed esce dal bagno
e li lascia tutti i suoi pensieri.
sabato 9 febbraio 2013
in un secondo scatta lo scambio
Fu in un secondo che lo scambiò scattò.
La vespa ancora era accesa
la ruota posteriore girava veloce
come il rullo di una cinepresa
BUONA LA PRIMA!
Si così...
primo piano su Giulia...
ottimo il make up
quel sangue dal naso
i due incisivi rotti.
Classica pioggia da scena drammatica
colonna sonora sorda
di un avvenimento banale
di una storia qualunque.
Lei ridotta in fin di vita,
lui ferito poco nel corpo
ma morto nell'anima.
Che altro aggiungere?
La veglia al reparto di
rianimazione,
l'odio del padre
profondo
"DA DOVE CAZZO SEI USCITO?
BASTARDO FIGLIO DI TROIA!
UBRIACONE DI MERDA!
SE ESISTE UN DIO..."
lacrime pensanti come mercurio
"MORIRAI SOLO
AFFOGATO NEL TUO VOMITO
BASTARDO!"
Parole di rabbia, rancore.
Una gran bella torta ripiena di sfiga,
sfiga come salame dal droghiere,
una fitta di dolore l'etto,
una parte di sanità mentale il grammo.
Fu così che Brunello
guardò l'alba
dal cavalcavia.
Con gli occhi segnati,
le guance bruciate.
Brunello il codardo,
tutti si aspettavano
la sua uscita di scena,
ma non ci accontentò,
ci restammo un po' male
in effetti,
Brunello ineducato!
Brunello adora pescare,
quando era ragazzo
ci andava con lo zio,
con una barca semi affondata,
da svuotare ogni tot di tempo
con delle enormi spugne,
una barca a tempo!
E stavan li per ore,
a volte in silenzio
a volte chiaccherando.
E quella volta che aveva abboccato un enorme polpo?
Gli era sfuggito per colpa del retino rotto.
E quella volta del pesce rimasto infilzato con l'amo sulla coda?
Era proprio un giorno per cui morire,
avvenimenti che ti fanno alzare le mani
in segno di resa.
Brunello era stato il polpo della situazione,
catturato dalla ittica cacciatrice di vite
ma sfuggito per un cavillo burocratico,
Giulia, invece, era il bel pesciolino
infilzato dalla coda. T'ha detto male Giulia.
Fino a poche ore prima,
ciondolavano le loro gambe
dal muretto che costeggia il fiume,
e parlavano di tutto,
d'infinito.
L'infinito.
Luce che illumina l'infinito.
La luce è segno di esistenza.
Se non si è illuminati non si esiste veramente.
E i ciechi?
Ne sentono il calore senza dubbio.
Se la luce non ti coglie come materia,
tu sei solo un sentito dire,
una firma su di un documento
da registrare, da inoltrare,
da verificare.
Loro si illuminavano a vicenda,
chilowatts d'amore autoprodotti
dal magnetismo reciproco.
"SOLEnoide mio,
campo elettrico di fiori,
sento elettroni e fotoni
li vedo e so che son veloci,
me ne fotto
dell'indeterminazione
di un quarto d'ora fa,
quando non ti conoscevo.
Ora tutto è delineato.
Come l'ultimo colpo di pennello.
Silenzioso e risolutivo"
La vespa ancora era accesa
la ruota posteriore girava veloce
come il rullo di una cinepresa
BUONA LA PRIMA!
Si così...
primo piano su Giulia...
ottimo il make up
quel sangue dal naso
i due incisivi rotti.
Classica pioggia da scena drammatica
colonna sonora sorda
di un avvenimento banale
di una storia qualunque.
Lei ridotta in fin di vita,
lui ferito poco nel corpo
ma morto nell'anima.
Che altro aggiungere?
La veglia al reparto di
rianimazione,
l'odio del padre
profondo
"DA DOVE CAZZO SEI USCITO?
BASTARDO FIGLIO DI TROIA!
UBRIACONE DI MERDA!
SE ESISTE UN DIO..."
lacrime pensanti come mercurio
"MORIRAI SOLO
AFFOGATO NEL TUO VOMITO
BASTARDO!"
Parole di rabbia, rancore.
Una gran bella torta ripiena di sfiga,
sfiga come salame dal droghiere,
una fitta di dolore l'etto,
una parte di sanità mentale il grammo.
Fu così che Brunello
guardò l'alba
dal cavalcavia.
Con gli occhi segnati,
le guance bruciate.
Brunello il codardo,
tutti si aspettavano
la sua uscita di scena,
ma non ci accontentò,
ci restammo un po' male
in effetti,
Brunello ineducato!
Brunello adora pescare,
quando era ragazzo
ci andava con lo zio,
con una barca semi affondata,
da svuotare ogni tot di tempo
con delle enormi spugne,
una barca a tempo!
E stavan li per ore,
a volte in silenzio
a volte chiaccherando.
E quella volta che aveva abboccato un enorme polpo?
Gli era sfuggito per colpa del retino rotto.
E quella volta del pesce rimasto infilzato con l'amo sulla coda?
Era proprio un giorno per cui morire,
avvenimenti che ti fanno alzare le mani
in segno di resa.
Brunello era stato il polpo della situazione,
catturato dalla ittica cacciatrice di vite
ma sfuggito per un cavillo burocratico,
Giulia, invece, era il bel pesciolino
infilzato dalla coda. T'ha detto male Giulia.
Fino a poche ore prima,
ciondolavano le loro gambe
dal muretto che costeggia il fiume,
e parlavano di tutto,
d'infinito.
L'infinito.
Luce che illumina l'infinito.
La luce è segno di esistenza.
Se non si è illuminati non si esiste veramente.
E i ciechi?
Ne sentono il calore senza dubbio.
Se la luce non ti coglie come materia,
tu sei solo un sentito dire,
una firma su di un documento
da registrare, da inoltrare,
da verificare.
Loro si illuminavano a vicenda,
chilowatts d'amore autoprodotti
dal magnetismo reciproco.
"SOLEnoide mio,
campo elettrico di fiori,
sento elettroni e fotoni
li vedo e so che son veloci,
me ne fotto
dell'indeterminazione
di un quarto d'ora fa,
quando non ti conoscevo.
Ora tutto è delineato.
Come l'ultimo colpo di pennello.
Silenzioso e risolutivo"
giovedì 7 febbraio 2013
Io e la neve non abbiamo mai avuto il piacere di incontrarci
Io e la neve.
Scende come lucciola
nel freddo del giorno,
dell'inevitabile adesso.
Non ha nulla a che fare
con la pioggia.
La neve
snobba ogni abbraccio
ogni unione
ogni generalizzazione.
La neve danza
egoisticamente
zig zagando
di fronte
al marrone contratto
dei miei occhi gelati.
Ti sorride per un istante
e si volta
ri-volta
ciondolando il capo
con le sue cuffie di ghiaccio
nelle orecchie gelate
al suono di violini leggeri.
La neve è
a volte per poco
un freddo bacio,
una carezza
alla madre terra.
Scende come lucciola
nel freddo del giorno,
dell'inevitabile adesso.
Non ha nulla a che fare
con la pioggia.
La neve
snobba ogni abbraccio
ogni unione
ogni generalizzazione.
La neve danza
egoisticamente
zig zagando
di fronte
al marrone contratto
dei miei occhi gelati.
Ti sorride per un istante
e si volta
ri-volta
ciondolando il capo
con le sue cuffie di ghiaccio
nelle orecchie gelate
al suono di violini leggeri.
La neve è
a volte per poco
un freddo bacio,
una carezza
alla madre terra.
sabato 12 gennaio 2013
Confesso
Ciao,
sono io Sebastiano.
In questi 3 anni ho scritto molto su questo blog.
Son cose vomitate dalla mia testa,
senza cura,
senza senso a volte,
senza perché.
Perché si,
per non impazzire,
per non uscire dal seminato.
Son contento se a qualcuno di voi ha fatto piacere leggerle,
se avete riso o vi siete emozionati o immedesimati.
La mia vita in questi ultimi 3 anni è stata bella,
mi son sentito in alcuni momenti vivo, veramente vivo.
Ho amato tanto. Tante persone.
Poi ho amato tantissimo. Poche persone.
Poi ho amato lei.
Ci sono molti riferimenti a lei,
a lei che è un po' in tante cose.
Adesso la mia vita cambierà.
Non so cosa succederà,
ma temo
e ho timore
come l'hai tu
o come lo ha lei,
lei
che
perderò,
pian piano.
Bella merda.
Un bacio a tutti voi.
sono io Sebastiano.
In questi 3 anni ho scritto molto su questo blog.
Son cose vomitate dalla mia testa,
senza cura,
senza senso a volte,
senza perché.
Perché si,
per non impazzire,
per non uscire dal seminato.
Son contento se a qualcuno di voi ha fatto piacere leggerle,
se avete riso o vi siete emozionati o immedesimati.
La mia vita in questi ultimi 3 anni è stata bella,
mi son sentito in alcuni momenti vivo, veramente vivo.
Ho amato tanto. Tante persone.
Poi ho amato tantissimo. Poche persone.
Poi ho amato lei.
Ci sono molti riferimenti a lei,
a lei che è un po' in tante cose.
Adesso la mia vita cambierà.
Non so cosa succederà,
ma temo
e ho timore
come l'hai tu
o come lo ha lei,
lei
che
perderò,
pian piano.
Bella merda.
Un bacio a tutti voi.
venerdì 11 gennaio 2013
Come può andar peggio
Non riesco ad immaginare
come potrebbe andar peggio?
Cazzo!
Il problema è che
son sempre stato un tipo fantasioso.
Che fregatura.
Mi immagino
sotto un'altra pioggia.
Acqua
dal sapor
di miniere.
Ciminiere
in lontananza
che son segnali
son sorrisi
solforosi
in un cielo
metilarancio.
Mi pesan le spalle,
mi brucia il tallone
destro.
Lo specchio riflette
uno schizzo di me
ed il carboncino
non mi rende
giustizia.
Ma la verità è
che mi piace
la visione
vissuta di me,
aspiro alla virilità
che non ho
e che fingo di non volere.
Dico una cosa
in quell'istante
che ancora non c'è
ma
ne
sento
già
la dolce ironia.
come potrebbe andar peggio?
Cazzo!
Il problema è che
son sempre stato un tipo fantasioso.
Che fregatura.
Mi immagino
sotto un'altra pioggia.
Acqua
dal sapor
di miniere.
Ciminiere
in lontananza
che son segnali
son sorrisi
solforosi
in un cielo
metilarancio.
Mi pesan le spalle,
mi brucia il tallone
destro.
Lo specchio riflette
uno schizzo di me
ed il carboncino
non mi rende
giustizia.
Ma la verità è
che mi piace
la visione
vissuta di me,
aspiro alla virilità
che non ho
e che fingo di non volere.
Dico una cosa
in quell'istante
che ancora non c'è
ma
ne
sento
già
la dolce ironia.
giovedì 10 gennaio 2013
So far ridere
So far ridere
SBADABOOM!
son stronzate costellate in crostate affettate
son bugie su elegie di misogini tranvie
Miao?
Mia OH!
Ah va bene
esclamazione con vista pene!
E allora andiam dentro
nell'entrare son portento
or mi duole un legamento
ancorato ad un sentimento
Amore?
A MORE!
Ah va bene
esclamazione con vista bosco!
Mi son mosso in modo losco
Chiosco, bosco, fosco,
la zanzara non ha zanzaro
e la mosca non ha il mosco!
Mosco....mozzo....tozzo....
la marineria è cosa seria
esser basso non è fessèria
mi nascondo negli anfratti
poche parole e tanti fatti.
ho famuzza
Or mi faccio la crostata
in terza riga nominata,
ma la cuocio poco....è cruda....
Si, io non voglio che s'illuda.
SBADABOOM!
son stronzate costellate in crostate affettate
son bugie su elegie di misogini tranvie
Miao?
Mia OH!
Ah va bene
esclamazione con vista pene!
E allora andiam dentro
nell'entrare son portento
or mi duole un legamento
ancorato ad un sentimento
Amore?
A MORE!
Ah va bene
esclamazione con vista bosco!
Mi son mosso in modo losco
Chiosco, bosco, fosco,
la zanzara non ha zanzaro
e la mosca non ha il mosco!
Mosco....mozzo....tozzo....
la marineria è cosa seria
esser basso non è fessèria
mi nascondo negli anfratti
poche parole e tanti fatti.
ho famuzza
Or mi faccio la crostata
in terza riga nominata,
ma la cuocio poco....è cruda....
Si, io non voglio che s'illuda.
mercoledì 9 gennaio 2013
Due volte l'anno
La luce del mattino non bastava neanche a distinguere un elefante da un barattolo di salsa, mentre Brunello assonnato si dirigeva verso il cantiere, sbuffando vapore nel freddo di un giorno non identificabile che chiameremo Giovesabatodì 34 Settembraiogno di un anno inconsistente del non-Signore.
Aveva finito latte e biscotti e allora decise prima di prendere il pulman di far colazione al bar vicino alla fermata:"facciamo i signori!" pensò odorandosi le ascelle per vedere se la doccia di ier sera avesse sfondato il muro del tempo che la nott....va insomma per controllare se puzzasse oppure no.
La colazione
è una orazione
al tempo
ci si può perdere in chiacchere
sul calcio
sul bosforo
sulle metereologiche condizioni
che rendon il governo
passibile del reato di furto,
si può star in silenzio
e fissar il cappuccino
rilassarsi
dallo stato schiumoso
al suo stato di calma piatta,
la si può fare in 3 minuti esatti
con lo sguardo duro
e orologio-apprensivo-contemplante
di chi sta sprecando tempo/denaro
nel frattempo.
La colazione al bar
è il luogo dove
la vera costituzione
di questa repubblica
delle banane importate
è stata scritta!
Appena dentro si sentì come nel mercato del Cairo: caos, chiacchere, TIN TIN di sottobicchieri e tazze che si scontravano come molecole, come api di un alveare troppo stretto, persone diverse nello stesso posto per fare la stessa cosa in modo diverso. Ognuno ha i suoi gusti al bar: con poca schiuma, in tazza grande (come la canzone di Dalla), al vetro, macchiato freddo, con poca marmellata, vuoto (VUOTO!? ma vai a fare la dieta da un'altra parte!), no il cornetto la sfoglia grazie, prendo solo un caffé (poi mangi la merda delle macchinette distributrici a lavoro, mafallafinita).
Oh cornetto alla crema
sei degno di proferir parola
mi approfitterol di te
ancora una volta
la tua crema calda
sarà porno di me
sarò la tua nuova casa
sarai il detonatore
della mia felicità istantanea.
Nel trambusto del bar bisogna farsi valere per ordinare:
1)ignorare la scritta "munirsi di scontrino alla cassa prima"
2)fare breccia del muro di persone che ricoprono il bancone come una barriera corallina, come la membrana di una cellula, in doppio strato personeciccionelipidico e farlo con tutti i mezzi: in guerra in amore e al bar valgono tutti gli espedienti!
3)parlare chiaro come per una dichiarazione dinanzi ad un giudice: i veri uomini ordinano, e tutto viene compreso in un unica serie di suoni maestosi.
4)difendi la tua posizione, il tuo zucchero e la tua pasta dolce fino in fondo oppure nell'indecisione levati dai coglioni e vai a trovar posto nei tavolini degli eletti (quando ci sono), ma queste son scelte oculate, come muovere la fanteria leggera sul crinale o farglielo aggirare a Waterloo.
5)paga, e se sei arrivato vivo fin qui ricevi una onorificienza dallo stato.
Brunello fatta breccia fu respinto da un "e ma scuuuuuusiiiiiiiii ci son prima io NON SALTIAMO LA FILA!"
e fu sputato fuori e bandito dal bancone; una volta penetrato dopo 10 minuti di spintoni ascese al cielo e "deve fare lo scontrino prima" e fu bandito nuovamente, non aveva neanche aperto bocca. Dopo lo scontrino fatidico, col cornetto con la crema che raffreddava nelle sue mani (si mangiano rigorosamente contemporaneamente alla bevizionegoduriosa del cappuccino) sfondò l'artiglieria comandata da un maresciallo del carabinieri e altri suoi colleghi e quando la divinità del barista gli porse attenzione (hai esattamente 15 millisecondi per ordinare prima che qualcuno ti sovrasti o lui si volti da un'altra parte più meritevole di attenzione) disse "un cappcpccncinno" che fu tradotto in un caffé al vetro in tazza grande macchiato freddo. Aveva fallito. Bestemmie interne. Cornetto freddo. 5 Maggio delle colazioni per mantenerci sulle metafore Napoleoniche, oggi era morta la colazione e le palle sventolavano roteando al vento al posto di salici piangenti o fronde d'alberi.
Poi assistette alla scena.
Un vecchio pomposamente vestito, seduto al tavolo dei potenti
veniva servito da un aiuto-aiuto-aiuto barista (piuttosto avanti in età considerando il rango)
mentre il vecchio avvocato/dottore/gradi alti delle forze dell'ordine/politico
offriva colazioni a destra e a manca
venendo ringraziato
stringendo mani
salutando gente per NOME
un tripudio italiano!
una scena da parlamento
da comizio
urlato
dalla balconata di un palazzo romano
osannato dallo sventolare di cornetti.
L'aiuto...........barista porta il resto
dopo un difficile conto considerando
la banconota da cento euro e le imprecisate
paste/cappuccini/caffé offerti
da questo esponente della alta società
prossimo probabilmente alla santità
già beato di certo
Pio avvocato Pio maresciallo
Il resto consisteva in monete oltre che in banconote
"MA NOOO ma che ci faccio co ste monete!?!?"
"NOOO prendile tu dai le vuoi no?"
il pezzente essere in divisa da barista prende
un euro dal mucchio di monete
pausa
"NE VUOI ANCORA?" urlando con nobiltà
"E PRENDI DAI...." con un gesto papale
ignorando in parte l'uomo fa cadere delle monete in terra.
Brunello si china ad aiutare l'uomo a raccoglierle.
"Ah grazie mille non si preoccupi" timidamente disse
senza nemmeno guardarlo in volto.
"AH NO per te NON C'E' NIENTE ho già dato oggi!"
riferito a Brunello in tuta da muratore/operaio
e giù risate con altri della sua stirpe, ombre eclissate
sullo sfondo comunque.
Ed ecco qui arrivati al dunque.
Sol 2 volte l'anno Brunello dimostra
un flebile orgoglio
figlio del suo sangue
nipote delle ossa
che sa di legno e pietra.
"Lei non è neanche capace di dare una mancia lo sa vero?"
disse scandendo ogni lettera, ogni parola.
Il trambusto si affievolì d'improvviso.
Il duca ed il pezzente si fissarono
negli occhi in quell'attimo
di pura democrazia
di pura irriverenza
di pura lotta di classe!?
"MA CHI CAZZO SEI ma COME TI PERMETTI?"
sbraitando con tutta la nobiltà che non ha mai avuto
"Non sono nessuno
ma
lei
è
il vero pezzente qui"
Così dicendo Brunello si volta ed esce via.
Aveva finito latte e biscotti e allora decise prima di prendere il pulman di far colazione al bar vicino alla fermata:"facciamo i signori!" pensò odorandosi le ascelle per vedere se la doccia di ier sera avesse sfondato il muro del tempo che la nott....va insomma per controllare se puzzasse oppure no.
La colazione
è una orazione
al tempo
ci si può perdere in chiacchere
sul calcio
sul bosforo
sulle metereologiche condizioni
che rendon il governo
passibile del reato di furto,
si può star in silenzio
e fissar il cappuccino
rilassarsi
dallo stato schiumoso
al suo stato di calma piatta,
la si può fare in 3 minuti esatti
con lo sguardo duro
e orologio-apprensivo-contemplante
di chi sta sprecando tempo/denaro
nel frattempo.
La colazione al bar
è il luogo dove
la vera costituzione
di questa repubblica
delle banane importate
è stata scritta!
Appena dentro si sentì come nel mercato del Cairo: caos, chiacchere, TIN TIN di sottobicchieri e tazze che si scontravano come molecole, come api di un alveare troppo stretto, persone diverse nello stesso posto per fare la stessa cosa in modo diverso. Ognuno ha i suoi gusti al bar: con poca schiuma, in tazza grande (come la canzone di Dalla), al vetro, macchiato freddo, con poca marmellata, vuoto (VUOTO!? ma vai a fare la dieta da un'altra parte!), no il cornetto la sfoglia grazie, prendo solo un caffé (poi mangi la merda delle macchinette distributrici a lavoro, mafallafinita).
Oh cornetto alla crema
sei degno di proferir parola
mi approfitterol di te
ancora una volta
la tua crema calda
sarà porno di me
sarò la tua nuova casa
sarai il detonatore
della mia felicità istantanea.
Nel trambusto del bar bisogna farsi valere per ordinare:
1)ignorare la scritta "munirsi di scontrino alla cassa prima"
2)fare breccia del muro di persone che ricoprono il bancone come una barriera corallina, come la membrana di una cellula, in doppio strato personeciccionelipidico e farlo con tutti i mezzi: in guerra in amore e al bar valgono tutti gli espedienti!
3)parlare chiaro come per una dichiarazione dinanzi ad un giudice: i veri uomini ordinano, e tutto viene compreso in un unica serie di suoni maestosi.
4)difendi la tua posizione, il tuo zucchero e la tua pasta dolce fino in fondo oppure nell'indecisione levati dai coglioni e vai a trovar posto nei tavolini degli eletti (quando ci sono), ma queste son scelte oculate, come muovere la fanteria leggera sul crinale o farglielo aggirare a Waterloo.
5)paga, e se sei arrivato vivo fin qui ricevi una onorificienza dallo stato.
Brunello fatta breccia fu respinto da un "e ma scuuuuuusiiiiiiiii ci son prima io NON SALTIAMO LA FILA!"
e fu sputato fuori e bandito dal bancone; una volta penetrato dopo 10 minuti di spintoni ascese al cielo e "deve fare lo scontrino prima" e fu bandito nuovamente, non aveva neanche aperto bocca. Dopo lo scontrino fatidico, col cornetto con la crema che raffreddava nelle sue mani (si mangiano rigorosamente contemporaneamente alla bevizionegoduriosa del cappuccino) sfondò l'artiglieria comandata da un maresciallo del carabinieri e altri suoi colleghi e quando la divinità del barista gli porse attenzione (hai esattamente 15 millisecondi per ordinare prima che qualcuno ti sovrasti o lui si volti da un'altra parte più meritevole di attenzione) disse "un cappcpccncinno" che fu tradotto in un caffé al vetro in tazza grande macchiato freddo. Aveva fallito. Bestemmie interne. Cornetto freddo. 5 Maggio delle colazioni per mantenerci sulle metafore Napoleoniche, oggi era morta la colazione e le palle sventolavano roteando al vento al posto di salici piangenti o fronde d'alberi.
Poi assistette alla scena.
Un vecchio pomposamente vestito, seduto al tavolo dei potenti
veniva servito da un aiuto-aiuto-aiuto barista (piuttosto avanti in età considerando il rango)
mentre il vecchio avvocato/dottore/gradi alti delle forze dell'ordine/politico
offriva colazioni a destra e a manca
venendo ringraziato
stringendo mani
salutando gente per NOME
un tripudio italiano!
una scena da parlamento
da comizio
urlato
dalla balconata di un palazzo romano
osannato dallo sventolare di cornetti.
L'aiuto...........barista porta il resto
dopo un difficile conto considerando
la banconota da cento euro e le imprecisate
paste/cappuccini/caffé offerti
da questo esponente della alta società
prossimo probabilmente alla santità
già beato di certo
Pio avvocato Pio maresciallo
Il resto consisteva in monete oltre che in banconote
"MA NOOO ma che ci faccio co ste monete!?!?"
"NOOO prendile tu dai le vuoi no?"
il pezzente essere in divisa da barista prende
un euro dal mucchio di monete
pausa
"NE VUOI ANCORA?" urlando con nobiltà
"E PRENDI DAI...." con un gesto papale
ignorando in parte l'uomo fa cadere delle monete in terra.
Brunello si china ad aiutare l'uomo a raccoglierle.
"Ah grazie mille non si preoccupi" timidamente disse
senza nemmeno guardarlo in volto.
"AH NO per te NON C'E' NIENTE ho già dato oggi!"
riferito a Brunello in tuta da muratore/operaio
e giù risate con altri della sua stirpe, ombre eclissate
sullo sfondo comunque.
Ed ecco qui arrivati al dunque.
Sol 2 volte l'anno Brunello dimostra
un flebile orgoglio
figlio del suo sangue
nipote delle ossa
che sa di legno e pietra.
"Lei non è neanche capace di dare una mancia lo sa vero?"
disse scandendo ogni lettera, ogni parola.
Il trambusto si affievolì d'improvviso.
Il duca ed il pezzente si fissarono
negli occhi in quell'attimo
di pura democrazia
di pura irriverenza
di pura lotta di classe!?
"MA CHI CAZZO SEI ma COME TI PERMETTI?"
sbraitando con tutta la nobiltà che non ha mai avuto
"Non sono nessuno
ma
lei
è
il vero pezzente qui"
Così dicendo Brunello si volta ed esce via.
domenica 6 gennaio 2013
Quella notte di nebbia e amore
Una notte m'innamorai.
La nebbia avvolgeva tutto
e componeva
carezze d'acqua
sul mio volto
impertinente
di studente.
Sfrecciavo veloce
così tanto
che lampo dinanzi a me ne fu sorpassato e mi mostroò il dito medio
"BASTAAAAAARDOO!!! Non si sorpassa a destra"
lampo ligio alle regole.
Ma io no,
perché quella notte
correvo,
fuggivo dall'eco
di una vita morbida.
Quella notte avevo te
e solo te,
avvinghiata al mio corpo
e come le radici di un albero
le tue dita e le tue mani
eran dentro il mio petto
ed il mio sangue pulsava nelle tue vene
ed il tuo sangue pulsava nei miei lombi
ed il mio sentimento era il tuo sentimento
e tutto PER DIO
tornava.
Tornava come un'equazione
senza incognite.
La nebbia sembravan piume
di passerotti fantasma
ed il cinguettio
era il vento gelido,
ma a noi non fregava un cazzo,
del freddo,
dell'esame fallito,
della riga sulla vespa nuova,
del governo Prodi,
della guerra
oddio ci dispiaceva per la guerra,
ma vabbé l'amore era un lasciapassare
per l'istante di felicità
che vivevamo,
e le tue labbra sapevano
di mentadent
e le mie di colgate,
e la tua pelle di crema corpo nivea,
messaggi promozionali fissati in ricordi
ed erezioni
ed i battiti e le mani ladre di epitelio bollente.
L'amore è tutto, quando è ogni cosa
e tu divieni la tela
e la vita è un disegno
ed io che non ho mai saputo disegnare neanche quella fottutta natura morta che mi obbligavano a fare alle medie, io dipingevo come una stampate a getto d'amore.
La notte di nebbia,
profumava di te,
Giulia.
La nebbia avvolgeva tutto
e componeva
carezze d'acqua
sul mio volto
impertinente
di studente.
Sfrecciavo veloce
così tanto
che lampo dinanzi a me ne fu sorpassato e mi mostroò il dito medio
"BASTAAAAAARDOO!!! Non si sorpassa a destra"
lampo ligio alle regole.
Ma io no,
perché quella notte
correvo,
fuggivo dall'eco
di una vita morbida.
Quella notte avevo te
e solo te,
avvinghiata al mio corpo
e come le radici di un albero
le tue dita e le tue mani
eran dentro il mio petto
ed il mio sangue pulsava nelle tue vene
ed il tuo sangue pulsava nei miei lombi
ed il mio sentimento era il tuo sentimento
e tutto PER DIO
tornava.
Tornava come un'equazione
senza incognite.
La nebbia sembravan piume
di passerotti fantasma
ed il cinguettio
era il vento gelido,
ma a noi non fregava un cazzo,
del freddo,
dell'esame fallito,
della riga sulla vespa nuova,
del governo Prodi,
della guerra
oddio ci dispiaceva per la guerra,
ma vabbé l'amore era un lasciapassare
per l'istante di felicità
che vivevamo,
e le tue labbra sapevano
di mentadent
e le mie di colgate,
e la tua pelle di crema corpo nivea,
messaggi promozionali fissati in ricordi
ed erezioni
ed i battiti e le mani ladre di epitelio bollente.
L'amore è tutto, quando è ogni cosa
e tu divieni la tela
e la vita è un disegno
ed io che non ho mai saputo disegnare neanche quella fottutta natura morta che mi obbligavano a fare alle medie, io dipingevo come una stampate a getto d'amore.
La notte di nebbia,
profumava di te,
Giulia.
mercoledì 2 gennaio 2013
martedì 1 gennaio 2013
a mala pena ping
dopotutto è la stasi che regola
la vita di una persona.
Il benessere raggiunto
o
ereditato.
L'amore certo
o
la certezza
che dà l'amore.
Rumore leggero,
come bacchettate
di un maestro
sulle mani dell'alunno,
mai alunna, sempre alunno.
Ping....pong.....ping.....pong.
Fa eco in una fredda sala.
"quante volte te l'ho detto?
mille e mille
e tu mai! Non mi hai mai
ascoltato!"
sbattendo il pugno su di una
scrivania ricavata da un vecchio
banco di scuola.
"Potevi contare su di me....
non l'hai fatto
mi ferisce
ma è una tua scelta...
non è un problema...
sei sempre stato come un figlio
per me
Brunello"
ping pong ping pong ping pong
Brunello tace con un mezzo sorriso
non uno intero,
solo mezzo,
mentre ascolta il suo vecchio
maestro di tennis da tavolo,
sport nel quale
aveva un discreto successo.
Il tennis da tavolo
è
un concentrato di vita,
una casa delle bambole di
movimenti veloci,
una simulazione velocizzata
del metabolismo della società
e quindi di un individuo.
Non c'è tempo da perdere,
tutto è CONCENTRATO/ZIONE.
"Ricordati cosa ti ho insegnato
Il movimento deve essere breve
ma sicuro...
piccolo....impercettibile
MA
privo di dubbi....
la vita non è così
Brunello mio
si sbaglia
tanto
di continuo
MA
come nel gioco
l'immobilità
si paga
Hai pagato la tua immobilità!
L'avremmo pagata tutti....
forse io più di te chissà!?
Ma non si deve rispondere
al crollo
con l'immobilità....
hai pagato due volte così....
ma è umano Brunello mio....
figlio mio....
è umano...
ma adesso non conta più....
se sei qui adesso....
QUI ci sei venuto camminando..."
Brunello aggiunge il resto del sorriso
al mezzo anticipato.
Un nuovo anno?
Una nuova vita?
Crede di averne la forza,
ma in fondo ancora
non ne ha la volontà.
"Giulia è ancora viva..."
E il suo volto assume
un contorno
deciso
afferma con decisione ciò che dice
lo timbra lo sigla lo firma lo marca
lo urla....perché ne ha bisogno.
"E tu? Che cazzo sei?
E tu? Se non fossi qui?
E ti muovessi un po'
e respirassi....
direi che sei morto Brunello....
PERCHE' LA STASI....
l'immobilità...ti ha preso....
perché credi che il mondo
ti abbia preso tutto...
Giulia è li dove è sempre stata
ma tu dove cazzo sei?"
"Sono qui....io sono qui adesso..."
E il maestro alzandosi
con i palmi forti di uomo
sbattuti sul tavolo cigolante
"E' questa l'unica cosa
giusta che hai fatto...
esser qui....Lunedì
ricominci ad allenarti..."
Ed una abbraccio forte
celebra il tutto
pacche sulle sue spalle.
Pacche che vanno contro
l'immobilità.
Colpi che alzan polvere.
Dove di polvere c'è ne tanta.
la vita di una persona.
Il benessere raggiunto
o
ereditato.
L'amore certo
o
la certezza
che dà l'amore.
Rumore leggero,
come bacchettate
di un maestro
sulle mani dell'alunno,
mai alunna, sempre alunno.
Ping....pong.....ping.....pong.
Fa eco in una fredda sala.
"quante volte te l'ho detto?
mille e mille
e tu mai! Non mi hai mai
ascoltato!"
sbattendo il pugno su di una
scrivania ricavata da un vecchio
banco di scuola.
"Potevi contare su di me....
non l'hai fatto
mi ferisce
ma è una tua scelta...
non è un problema...
sei sempre stato come un figlio
per me
Brunello"
ping pong ping pong ping pong
Brunello tace con un mezzo sorriso
non uno intero,
solo mezzo,
mentre ascolta il suo vecchio
maestro di tennis da tavolo,
sport nel quale
aveva un discreto successo.
Il tennis da tavolo
è
un concentrato di vita,
una casa delle bambole di
movimenti veloci,
una simulazione velocizzata
del metabolismo della società
e quindi di un individuo.
Non c'è tempo da perdere,
tutto è CONCENTRATO/ZIONE.
"Ricordati cosa ti ho insegnato
Il movimento deve essere breve
ma sicuro...
piccolo....impercettibile
MA
privo di dubbi....
la vita non è così
Brunello mio
si sbaglia
tanto
di continuo
MA
come nel gioco
l'immobilità
si paga
Hai pagato la tua immobilità!
L'avremmo pagata tutti....
forse io più di te chissà!?
Ma non si deve rispondere
al crollo
con l'immobilità....
hai pagato due volte così....
ma è umano Brunello mio....
figlio mio....
è umano...
ma adesso non conta più....
se sei qui adesso....
QUI ci sei venuto camminando..."
Brunello aggiunge il resto del sorriso
al mezzo anticipato.
Un nuovo anno?
Una nuova vita?
Crede di averne la forza,
ma in fondo ancora
non ne ha la volontà.
"Giulia è ancora viva..."
E il suo volto assume
un contorno
deciso
afferma con decisione ciò che dice
lo timbra lo sigla lo firma lo marca
lo urla....perché ne ha bisogno.
"E tu? Che cazzo sei?
E tu? Se non fossi qui?
E ti muovessi un po'
e respirassi....
direi che sei morto Brunello....
PERCHE' LA STASI....
l'immobilità...ti ha preso....
perché credi che il mondo
ti abbia preso tutto...
Giulia è li dove è sempre stata
ma tu dove cazzo sei?"
"Sono qui....io sono qui adesso..."
E il maestro alzandosi
con i palmi forti di uomo
sbattuti sul tavolo cigolante
"E' questa l'unica cosa
giusta che hai fatto...
esser qui....Lunedì
ricominci ad allenarti..."
Ed una abbraccio forte
celebra il tutto
pacche sulle sue spalle.
Pacche che vanno contro
l'immobilità.
Colpi che alzan polvere.
Dove di polvere c'è ne tanta.
sabato 15 dicembre 2012
Freddo e metallo
Guardo il cielo.
Solo allora dimentico
cosa sanno i miei piedi.
Divento aria, acqua e luce,
tutto d'un colpo
e respiro,
il dolciastro dell'ozono in gola.
Ciondolo dall'impalcatura
fredda e umida di pioggia,
con le gambe leggere leggere.
Con un panino col salame in mano.
E pensare che non avevo capito
un cazzo della vita.
E' possibile che bisogna
perdere qualcosa
o rischiare di perderlo
per capirne l'importanza?
PERCHE'?
Che creature del cavolo
gli esseri umani.
Campi di sofferenza
per una spiga di gioia.
Distese aride di rotture di coglioni
per un fioccodineve-sorriso.
Ma vaffanculo.
"Bruné....
ma l'hai vista aqqquella??
Va come sculetta puttana eva!!
Troia.... troia esibizionista....
si mette la minigonna per
farti venire il cazzo duro....
son tutte troie le donne sai?!
Sai cosa faccio io??
Me le scopo duro....
le umilio....
porccccoddio quanto mi piace!
A te piace il cazzo vero??
Sembrinfrocio a volte"
Antonio mi riporta a terra
in un attimo.
"Sai antò una volta
una puttana
non ha voluto
scopare con me
perché puzzavo"
Silenzio di un paio di secondi.
Ridendo
"Dai cazzo
ma che uomo di merda sei?!??
Un minimo di Ciarm ci vuole
Savuarfer.... non ci sai proprio fa
con le troie ahahahahahahahaha
mi fai morì!!!! Diocanaccio"
Con un balzo scende dall'impalcatura
"Vado a cagare va.... dioccccccane".
Così facendo si allontana verso
la casupola del bagno chimico
grattandosi le natiche.
Brunello si guarda le mani.
Son tutte tagliate.
Mani come tombe egizie
impolverate e dimenticate
sotto i deserti, le dune.
"Ho sempre voluto vedere l'Egitto"
pensa tra se e se e se
e se poi è solo sabbia?
Brunello adora mettere i piedi bagnati
nella sabbia calda,
quella sensazione di panatura d'uomo,
scudo di roccia, seconda pelle insensibile.
Si avvicina Sebastiano e si siede accanto a lui,
sguardo contratto,
fasciatura sul pollice della mano destra
rossa di sangue.
"Ti fa tanto male Sebastiano?"
Siciliano di quarant'anni,
disoccupato,
emigrato con gli occhi sempre tristi,
baffuto d'amicizia e solitudine.
"Un po'.... per un pochino non potrò
fare l'autostop eheheh"
sdrammatizza sempre tutto Sebastiano.
Mi piace perché sa rispettare il silenzio,
a volte pranziamo insieme e stiamo zitti,
poi lui racconta una barzelletta e si ride,
un po', non troppo, ma si ride insieme,
consensualmente.
D'improvviso si rimette a piovere.
"SIGNORI LA PAUSA E' FINITA...
A LAVORARE".
"Mi manca casa sai Brunello?"
lo guardo negli occhi lucidi
"Un giorno verrò a trovarti
e annegheremo nell'abbraccio
della tua terra di sale e mandorle"
Brunello lo pensa solo non lo dice.
Una pacca sulla spalla ed un sorriso.
E via.
Solo allora dimentico
cosa sanno i miei piedi.
Divento aria, acqua e luce,
tutto d'un colpo
e respiro,
il dolciastro dell'ozono in gola.
Ciondolo dall'impalcatura
fredda e umida di pioggia,
con le gambe leggere leggere.
Con un panino col salame in mano.
E pensare che non avevo capito
un cazzo della vita.
E' possibile che bisogna
perdere qualcosa
o rischiare di perderlo
per capirne l'importanza?
PERCHE'?
Che creature del cavolo
gli esseri umani.
Campi di sofferenza
per una spiga di gioia.
Distese aride di rotture di coglioni
per un fioccodineve-sorriso.
Ma vaffanculo.
"Bruné....
ma l'hai vista aqqquella??
Va come sculetta puttana eva!!
Troia.... troia esibizionista....
si mette la minigonna per
farti venire il cazzo duro....
son tutte troie le donne sai?!
Sai cosa faccio io??
Me le scopo duro....
le umilio....
porccccoddio quanto mi piace!
A te piace il cazzo vero??
Sembrinfrocio a volte"
Antonio mi riporta a terra
in un attimo.
"Sai antò una volta
una puttana
non ha voluto
scopare con me
perché puzzavo"
Silenzio di un paio di secondi.
Ridendo
"Dai cazzo
ma che uomo di merda sei?!??
Un minimo di Ciarm ci vuole
Savuarfer.... non ci sai proprio fa
con le troie ahahahahahahahaha
mi fai morì!!!! Diocanaccio"
Con un balzo scende dall'impalcatura
"Vado a cagare va.... dioccccccane".
Così facendo si allontana verso
la casupola del bagno chimico
grattandosi le natiche.
Brunello si guarda le mani.
Son tutte tagliate.
Mani come tombe egizie
impolverate e dimenticate
sotto i deserti, le dune.
"Ho sempre voluto vedere l'Egitto"
pensa tra se e se e se
e se poi è solo sabbia?
Brunello adora mettere i piedi bagnati
nella sabbia calda,
quella sensazione di panatura d'uomo,
scudo di roccia, seconda pelle insensibile.
Si avvicina Sebastiano e si siede accanto a lui,
sguardo contratto,
fasciatura sul pollice della mano destra
rossa di sangue.
"Ti fa tanto male Sebastiano?"
Siciliano di quarant'anni,
disoccupato,
emigrato con gli occhi sempre tristi,
baffuto d'amicizia e solitudine.
"Un po'.... per un pochino non potrò
fare l'autostop eheheh"
sdrammatizza sempre tutto Sebastiano.
Mi piace perché sa rispettare il silenzio,
a volte pranziamo insieme e stiamo zitti,
poi lui racconta una barzelletta e si ride,
un po', non troppo, ma si ride insieme,
consensualmente.
D'improvviso si rimette a piovere.
"SIGNORI LA PAUSA E' FINITA...
A LAVORARE".
"Mi manca casa sai Brunello?"
lo guardo negli occhi lucidi
"Un giorno verrò a trovarti
e annegheremo nell'abbraccio
della tua terra di sale e mandorle"
Brunello lo pensa solo non lo dice.
Una pacca sulla spalla ed un sorriso.
E via.
sabato 8 dicembre 2012
Eldorado
e oltre la collina
non c'è nulla,
solo altra terra.
"Eldorado non esiste Sebastiano
ma è giusto che tu creda
di poterla trovare!"
e faceva freddo in quella notte
di Novembre,
quando alzai gli occhi al cielo nero
e mio padre mi disse
l'ultimo segreto di fottima.
Non c'è nulla,
solo ossigeno
idrogeno
carbonio
ed urti
casuali:
un ping pong atomico.
La vita è uno spazio
vuoto
pieno solo dei nostri timori
e l'amore son molecole
e reazioni.
Costanti d'equilibrio
infinite,
ma pur sempre numeri.
Ed ora?
ORA?
L'inverno diviene più freddo,
mi guardo le mani e le vedo
solcate,.
non le riconosco più.
"Sto pagando la mia troppa ingenuità"
e non ho un soldo
non c'è nulla,
solo altra terra.
"Eldorado non esiste Sebastiano
ma è giusto che tu creda
di poterla trovare!"
e faceva freddo in quella notte
di Novembre,
quando alzai gli occhi al cielo nero
e mio padre mi disse
l'ultimo segreto di fottima.
Non c'è nulla,
solo ossigeno
idrogeno
carbonio
ed urti
casuali:
un ping pong atomico.
La vita è uno spazio
vuoto
pieno solo dei nostri timori
e l'amore son molecole
e reazioni.
Costanti d'equilibrio
infinite,
ma pur sempre numeri.
Ed ora?
ORA?
L'inverno diviene più freddo,
mi guardo le mani e le vedo
solcate,.
non le riconosco più.
"Sto pagando la mia troppa ingenuità"
e non ho un soldo
martedì 4 dicembre 2012
il cielo sopra noi
il cielo sopra noi
è il cielo sopra voi,
ma pperché il nostro piange?
Siam stati cattivi,
poco diplomatici.
Mia madre ha sempre adorato
un dolce siciliano: il diplomatico.
Buonoooo, due sfoglie con dentro la crema.
Un bimbo da piccolo mi disse:
"Da grande voglio fare il diplomatico"
non gli parlai più,
lo isolammo a scuola,
pensavamo fosse pazzo
a voler fare un dolce da grande.
Probabilmente adesso è un sociopatico,
oppure un politico affermato.
Il cielo piange,
sarà le versione a bibita
della manna dal cielo.
Mi son sempre chiesto
leggendo la bibbia,
perché? Prima di tutto.
E poi come cavolo è fatta la manna?
L'ho sempre immaginata confezionata
stile patatine, con la figura di DiO ammiccante:
"Manna dal cielo e da oggi con solo 15 Kcal!
Per un popolo eletto in forma!"
Consumismo mistico. Pubblicità divina.
Il cielo piange e lo farà ancora altre volte
nelle nostre umide vite.
Io di pioggia in moto ne ho presa tanta,
ricordo di averci riso sotto l'acqua,
averci pianto,
averci bestemmiato (grandine!)
ed averci amato (e quindi pianto o riso).
Il cielo piange e nessuno lo consola,
consolato,
sconsolato,
cielodiplomazia,
cielodemocrazia.
"Sebastiano nella vita ti devi far scivolare
i problemi come se avessi l'impermeabile"
Anima K-way rosso fuoco.
è il cielo sopra voi,
ma pperché il nostro piange?
Siam stati cattivi,
poco diplomatici.
Mia madre ha sempre adorato
un dolce siciliano: il diplomatico.
Buonoooo, due sfoglie con dentro la crema.
Un bimbo da piccolo mi disse:
"Da grande voglio fare il diplomatico"
non gli parlai più,
lo isolammo a scuola,
pensavamo fosse pazzo
a voler fare un dolce da grande.
Probabilmente adesso è un sociopatico,
oppure un politico affermato.
Il cielo piange,
sarà le versione a bibita
della manna dal cielo.
Mi son sempre chiesto
leggendo la bibbia,
perché? Prima di tutto.
E poi come cavolo è fatta la manna?
L'ho sempre immaginata confezionata
stile patatine, con la figura di DiO ammiccante:
"Manna dal cielo e da oggi con solo 15 Kcal!
Per un popolo eletto in forma!"
Consumismo mistico. Pubblicità divina.
Il cielo piange e lo farà ancora altre volte
nelle nostre umide vite.
Io di pioggia in moto ne ho presa tanta,
ricordo di averci riso sotto l'acqua,
averci pianto,
averci bestemmiato (grandine!)
ed averci amato (e quindi pianto o riso).
Il cielo piange e nessuno lo consola,
consolato,
sconsolato,
cielodiplomazia,
cielodemocrazia.
"Sebastiano nella vita ti devi far scivolare
i problemi come se avessi l'impermeabile"
Anima K-way rosso fuoco.
sabato 1 dicembre 2012
pubbli città
Venga signora
si
dico a lei signora
venga
"Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh"
così da brava venga copiosamente
si
brava
lei è clitoridea o vaginale?
"Sono di Forlì"
si da brava
venga senza riserve
è spossata?
"Felicemente da dieci anni!"
Venghino signore venghino!
Ne abbiamo per tutte,
amore come fusti di detersivo,
prodotti tipici,
le piace piccante?
La picchio.
Le piace la violenza domestica?
"La mia domestica è filippina"
Giù anche alla colf.
"Ho una seat non una golf"
Venghino signore venghino
che l'amore è a buon mercato,
piove seme dall'alto
ed il mondo sa di marcio,
marciocapatonda,
sa di marcio.
Nel paese dei bestemmiatori
Dio è di certo sindaco.
Nel paese di quelli senza olfatto
uno stronzo è di certo sindaco.
Nel paese di quelli ciechi
uno slovacchio è di certo sindaco.
Nel paese degli stupidi
Io sono di certo sindaco.
Nel paese della musica di merda
De André è assessore alle infrastrutture.
Nel paese dove non c'è nessuno
nessuno,
chi va alle votazioni per sindaco?
Immaginate campagne elettorali senza nessuno,
primarie senza nessuno,
comizi senza nessuno,
manifesti elettorali totalmente bianchi
ma chi l'ha appesi? Paura e brivido.
Venga signora venga
venga copiosamente
venga senza paura
venga in rate e cambiali
fondi comuni di investimento
tanto paga l'assicurazione.
"ahhhhhhhhhhhh"
da brava.....così.
si
dico a lei signora
venga
"Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh"
così da brava venga copiosamente
si
brava
lei è clitoridea o vaginale?
"Sono di Forlì"
si da brava
venga senza riserve
è spossata?
"Felicemente da dieci anni!"
Venghino signore venghino!
Ne abbiamo per tutte,
amore come fusti di detersivo,
prodotti tipici,
le piace piccante?
La picchio.
Le piace la violenza domestica?
"La mia domestica è filippina"
Giù anche alla colf.
"Ho una seat non una golf"
Venghino signore venghino
che l'amore è a buon mercato,
piove seme dall'alto
ed il mondo sa di marcio,
marciocapatonda,
sa di marcio.
Nel paese dei bestemmiatori
Dio è di certo sindaco.
Nel paese di quelli senza olfatto
uno stronzo è di certo sindaco.
Nel paese di quelli ciechi
uno slovacchio è di certo sindaco.
Nel paese degli stupidi
Io sono di certo sindaco.
Nel paese della musica di merda
De André è assessore alle infrastrutture.
Nel paese dove non c'è nessuno
nessuno,
chi va alle votazioni per sindaco?
Immaginate campagne elettorali senza nessuno,
primarie senza nessuno,
comizi senza nessuno,
manifesti elettorali totalmente bianchi
ma chi l'ha appesi? Paura e brivido.
Venga signora venga
venga copiosamente
venga senza paura
venga in rate e cambiali
fondi comuni di investimento
tanto paga l'assicurazione.
"ahhhhhhhhhhhh"
da brava.....così.
giovedì 29 novembre 2012
mercoledì 28 novembre 2012
....(Silenzio e penombra)....
silenzio,
penombra.
Una donna legge un libro poggiato sulle sue gambe.
E' in vestaglia rosa.
Respira lenta.
Sempre la stessa pagina per ore...ore...
Il rumore di una porta che si chiude,
dei passi nel corridoio.
La porta della camera lenta si apre.
"Tesoro sono stata via un momento
tutto bene?"
Silenzio,
penombra.
La donna è una ragazza,
la ragazza è una figlia,
la donna è la madre!?
Il tempo e le età si intrecciano
con i pensieri,
come vimini di un cestino,
stretti stretti stretti.
"Dov'è Brunello?"
dice la ragazza di 10000000000000000000000000000000000000000000000000 di anni
alzando i suoi occhi azzurri e fissandoti per un attimo.
"Quando arriva Brunello?"
silenzio e penombra.
"Arriverà tesoro... ci vuole pazienza... c'è tanto traffico"
la porta si chiude.
E nel silenzio e nella penombra poche parole.
"C'è sempre traffico... uffa"
penombra.
Una donna legge un libro poggiato sulle sue gambe.
E' in vestaglia rosa.
Respira lenta.
Sempre la stessa pagina per ore...ore...
Il rumore di una porta che si chiude,
dei passi nel corridoio.
La porta della camera lenta si apre.
"Tesoro sono stata via un momento
tutto bene?"
Silenzio,
penombra.
La donna è una ragazza,
la ragazza è una figlia,
la donna è la madre!?
Il tempo e le età si intrecciano
con i pensieri,
come vimini di un cestino,
stretti stretti stretti.
"Dov'è Brunello?"
dice la ragazza di 10000000000000000000000000000000000000000000000000 di anni
alzando i suoi occhi azzurri e fissandoti per un attimo.
"Quando arriva Brunello?"
silenzio e penombra.
"Arriverà tesoro... ci vuole pazienza... c'è tanto traffico"
la porta si chiude.
E nel silenzio e nella penombra poche parole.
"C'è sempre traffico... uffa"
domenica 4 novembre 2012
eravamo in due
...e sono rimasto sola.
Indosso una giacca,
ancora in buone condizioni
presa dal mucchio di abiti
portati da una signora della caritas
al mio ultimo giorno d'ospedale.
Malconcio,
zoppicante,
barba appena fatta,
un mazzo di fiori
comprati con qualche euro
"prestati" dalla capo - sala
del reparto di ortopedia.
Brava donna:
"Fai quello che vuoi della tua vita
ma non portar nessuno con te
nel tuo inferno"
Centro.
Stima.
Proverò anche a restituirle quei soldi.
Sono sobrio da quasi due mesi.
Mi fa male la vita.
Mi infastidisce,
mi causa dolore,
ho bisogno del mio anestetico,
ma purtroppo tutto ciò mi fa sentire vivo.
bzzzzzzzzz
"Chi è?"
esito.
"Chi é?"
Parlo
"Signora sono Brunello"
troppo piano, con un fil di voce,
lo stomaco gira e rigira,
affanno,
il cuore batte veloce.
Sono vivo.
"SIGNORA sono IO, Brunello"
Silenzio.
"Che vuoi?"
parole metalliche,
senza vita.
"Vorrei vedere Giulia
sono sobrio e pulito da 2 mesi
la prego"
"Va via Brunello"
odio come ghisa
paura come pioggia di lacrime
una vanga che scoperchia lapidi
di tombe dimenticate.
Son nomi
e parole
mai dette
che mi uccidono.
"Signora la prego
sono pulito
voglio solo rivederla
un attimo"
Silenzio.
"Ora riposa Brunello
non so se vorrebbe
incontrarti,
a volte è distante
e non riconosce nemmeno
me....... va via Brunello
te lo dice una madre
te lo dico io che non ti odio"
parole come sementi
in un capo arato d'amore.
ma arido e spaccato dal sole,
la schiena piegata in due
di uno che come me
non ci sta capendo più un cazzo.
"Signora la prego
me la faccia guardare
anche dalla fessura della porta
mi dia una spinta
per poterci provare
a sistemare le cose"
un lungo sospiro
"Devi farlo da solo.
Giulia è spezzata
e quel che rimane
non è ciò che vorresti"
Clic.
Mi siedo sullo scalone
del portone
freddo sul mio culo gelato.
Un culo gelato dal Novembre
che solidifica il mio sangue
limpido,
sobrio.
Guardo il cielo
che mi ricorda
l'azzurro dei suoi occhi
marroni.
Guardo il cielo
e dopo tanto tempo
piango.
Come avessi pianto ieri,
piango.
Dio quanto mi sento vivo.
Dio quanto vorrei bere.
"Brunello"
mi volto
"Signora....
mi scusi vado via
vado via subito"
testa china
"Hai bisogno di soldi?"
vergnogna
"Non si preoccupi
me la caverò
voglio rimettermi in piedi
lavorare"
sorride
mille i suoi anni
999 i miei.
"Non farti vedere da Salvatore
sta per tornare e"
esita
"Meglio non ti veda"
mi asciugo le lacrime con la giacca
che sa di pulito
di lavanda
"Capisco.....vado via
ma la prego
appena trovo un lavoro
la prego
mi faccia rivedere Giulia
anche per un attimo"
Mette le mani sotto il grembiule consunto.
"Tieni cinquanta euro
mangia qualcosa di caldo
questo è l'indirizzo di un mio caro amico
che affitta le camere della sua casa
digli che ti mando io
l'ho già chiamato
ed il primo mese è già sistemato
il secondo devi pagartelo tu
adesso vai"
Mi porge i soldi ed un biglietto scritto a penna rossa.
Li prendo.
Ultima lacrima che cade
e sa di mare
caldo.
La porta si chiude dietro di lei.
Apro la banconota piegata in due
ed una fototessera si schiude
illuminata dall'incredulità dei miei occhi.
Giulia
amore mio.
Giulia
amore mio.
Giulia.
Esista ancora
la luce che ti compone,
la luce che ti ha accecato.
La luce che mi ha affettato.
Mi sento vivo
e Dio solo saprebbe, se esistesse,
quanto vorrei bere adesso.
Indosso una giacca,
ancora in buone condizioni
presa dal mucchio di abiti
portati da una signora della caritas
al mio ultimo giorno d'ospedale.
Malconcio,
zoppicante,
barba appena fatta,
un mazzo di fiori
comprati con qualche euro
"prestati" dalla capo - sala
del reparto di ortopedia.
Brava donna:
"Fai quello che vuoi della tua vita
ma non portar nessuno con te
nel tuo inferno"
Centro.
Stima.
Proverò anche a restituirle quei soldi.
Sono sobrio da quasi due mesi.
Mi fa male la vita.
Mi infastidisce,
mi causa dolore,
ho bisogno del mio anestetico,
ma purtroppo tutto ciò mi fa sentire vivo.
bzzzzzzzzz
"Chi è?"
esito.
"Chi é?"
Parlo
"Signora sono Brunello"
troppo piano, con un fil di voce,
lo stomaco gira e rigira,
affanno,
il cuore batte veloce.
Sono vivo.
"SIGNORA sono IO, Brunello"
Silenzio.
"Che vuoi?"
parole metalliche,
senza vita.
"Vorrei vedere Giulia
sono sobrio e pulito da 2 mesi
la prego"
"Va via Brunello"
odio come ghisa
paura come pioggia di lacrime
una vanga che scoperchia lapidi
di tombe dimenticate.
Son nomi
e parole
mai dette
che mi uccidono.
"Signora la prego
sono pulito
voglio solo rivederla
un attimo"
Silenzio.
"Ora riposa Brunello
non so se vorrebbe
incontrarti,
a volte è distante
e non riconosce nemmeno
me....... va via Brunello
te lo dice una madre
te lo dico io che non ti odio"
parole come sementi
in un capo arato d'amore.
ma arido e spaccato dal sole,
la schiena piegata in due
di uno che come me
non ci sta capendo più un cazzo.
"Signora la prego
me la faccia guardare
anche dalla fessura della porta
mi dia una spinta
per poterci provare
a sistemare le cose"
un lungo sospiro
"Devi farlo da solo.
Giulia è spezzata
e quel che rimane
non è ciò che vorresti"
Clic.
Mi siedo sullo scalone
del portone
freddo sul mio culo gelato.
Un culo gelato dal Novembre
che solidifica il mio sangue
limpido,
sobrio.
Guardo il cielo
che mi ricorda
l'azzurro dei suoi occhi
marroni.
Guardo il cielo
e dopo tanto tempo
piango.
Come avessi pianto ieri,
piango.
Dio quanto mi sento vivo.
Dio quanto vorrei bere.
"Brunello"
mi volto
"Signora....
mi scusi vado via
vado via subito"
testa china
"Hai bisogno di soldi?"
vergnogna
"Non si preoccupi
me la caverò
voglio rimettermi in piedi
lavorare"
sorride
mille i suoi anni
999 i miei.
"Non farti vedere da Salvatore
sta per tornare e"
esita
"Meglio non ti veda"
mi asciugo le lacrime con la giacca
che sa di pulito
di lavanda
"Capisco.....vado via
ma la prego
appena trovo un lavoro
la prego
mi faccia rivedere Giulia
anche per un attimo"
Mette le mani sotto il grembiule consunto.
"Tieni cinquanta euro
mangia qualcosa di caldo
questo è l'indirizzo di un mio caro amico
che affitta le camere della sua casa
digli che ti mando io
l'ho già chiamato
ed il primo mese è già sistemato
il secondo devi pagartelo tu
adesso vai"
Mi porge i soldi ed un biglietto scritto a penna rossa.
Li prendo.
Ultima lacrima che cade
e sa di mare
caldo.
La porta si chiude dietro di lei.
Apro la banconota piegata in due
ed una fototessera si schiude
illuminata dall'incredulità dei miei occhi.
Giulia
amore mio.
Giulia
amore mio.
Giulia.
Esista ancora
la luce che ti compone,
la luce che ti ha accecato.
La luce che mi ha affettato.
Mi sento vivo
e Dio solo saprebbe, se esistesse,
quanto vorrei bere adesso.
venerdì 2 novembre 2012
Sulle palle dei giganti
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!
un urlo, un fischio violento che ti spacca il cervello.
E fu così che ricucirono la mia anima
al mio corpo.
Come l'ombra di peter pan,
con ago, filo, pazienza.
La riabilitazione era noiosa,
sobria, puritana.
Quando sono lucido,
ritorno
nell'antro dei pensieri.
E' come entrare in una stanza,
semibuia
semi illuminata
semi deserta
semi piena
di maschere di volti
in deformi espressioni
d'atrocità.
La penombra ne allunga l'effetto,
le dimensioni,
il dolore.
Essere lucido è una merda.
Mi ricordo esattamente tutto.
Ogni istante di delirio.
Pensare che si beve per dimenticare.
Vaffanculo!
L'alterazione di quello che sono,
non si allotana un passo da me.
Tempo, soldi e fegato buttati.
E tu.......................................
TU........................................
sei sempre li.
Perché!?
Vai via! VA VIA!
Ho sbagliato lo so,
voglio pagare,
non riesco a morire.
No non è vero,
non voglio morire,
perché ho paura
del giudizio,
del giudizio finale.
Essere sobri è veramente una merda.
Il fisioterapista è un vecchio.
Esperto dicono le infermiere.
Stronzate, mi torce e mi ri - torce,
come fossi quella pasta dolce ancora bollente,
che mangiavo da piccolo alle
fiere in Sicilia (lo zuccaro).
Non è tanto il dolore fisico,
ma come mi guarda.
La commiserazione.
La solidarietà non esiste,
l'altruismo non ha alcun fondamento.
Tutto è puro egoismo.
I santi?
AH, belli quelli!
Fanatici idioti che godevano nell'esser venerati.
Meglio far del bene per caso, che volerlo fare davvero.
Autoerotismo compassionevole.
Masturbarsi per i cenni di assenso
che si levano sincronizzati
creando un vento che alza
le gonna della signora verità,
scoprendo un gran bel cazzo ad aspettarvi.
Veritò non verità..... sorpresa!
E se cambiassi la mia vita?
Una seconda chance?
Farmi prete, farmi un prete
ore liete
che vi sbattete
il deretano del destino.
Esser il tempo deve esser come fare il bancario.
Troppa serietà.
Non mi si addice.
Percepisco un odore diverso nell'aria.
In realtà percepisco di nuovo gli odori,
ora che non son io ad eclissarli
con una tonnellata di umori
nauseabondi.
Limando via lo sporco,
hanno riscoperto la ferita.
E adesso
salirò di nuovo sulle palle dei giganti
per dar loro immenso fastidio.
Giulia amor mio.....
giulia
giù
li
a
un urlo, un fischio violento che ti spacca il cervello.
E fu così che ricucirono la mia anima
al mio corpo.
Come l'ombra di peter pan,
con ago, filo, pazienza.
La riabilitazione era noiosa,
sobria, puritana.
Quando sono lucido,
ritorno
nell'antro dei pensieri.
E' come entrare in una stanza,
semibuia
semi illuminata
semi deserta
semi piena
di maschere di volti
in deformi espressioni
d'atrocità.
La penombra ne allunga l'effetto,
le dimensioni,
il dolore.
Essere lucido è una merda.
Mi ricordo esattamente tutto.
Ogni istante di delirio.
Pensare che si beve per dimenticare.
Vaffanculo!
L'alterazione di quello che sono,
non si allotana un passo da me.
Tempo, soldi e fegato buttati.
E tu.......................................
TU........................................
sei sempre li.
Perché!?
Vai via! VA VIA!
Ho sbagliato lo so,
voglio pagare,
non riesco a morire.
No non è vero,
non voglio morire,
perché ho paura
del giudizio,
del giudizio finale.
Essere sobri è veramente una merda.
Il fisioterapista è un vecchio.
Esperto dicono le infermiere.
Stronzate, mi torce e mi ri - torce,
come fossi quella pasta dolce ancora bollente,
che mangiavo da piccolo alle
fiere in Sicilia (lo zuccaro).
Non è tanto il dolore fisico,
ma come mi guarda.
La commiserazione.
La solidarietà non esiste,
l'altruismo non ha alcun fondamento.
Tutto è puro egoismo.
I santi?
AH, belli quelli!
Fanatici idioti che godevano nell'esser venerati.
Meglio far del bene per caso, che volerlo fare davvero.
Autoerotismo compassionevole.
Masturbarsi per i cenni di assenso
che si levano sincronizzati
creando un vento che alza
le gonna della signora verità,
scoprendo un gran bel cazzo ad aspettarvi.
Veritò non verità..... sorpresa!
E se cambiassi la mia vita?
Una seconda chance?
Farmi prete, farmi un prete
ore liete
che vi sbattete
il deretano del destino.
Esser il tempo deve esser come fare il bancario.
Troppa serietà.
Non mi si addice.
Percepisco un odore diverso nell'aria.
In realtà percepisco di nuovo gli odori,
ora che non son io ad eclissarli
con una tonnellata di umori
nauseabondi.
Limando via lo sporco,
hanno riscoperto la ferita.
E adesso
salirò di nuovo sulle palle dei giganti
per dar loro immenso fastidio.
Giulia amor mio.....
giulia
giù
li
a
una volta
una volta quando ero triste
mi veniva da piangere.
Quando mi veniva da piangere,
piangevo.
Adesso quando sono triste
cerco di sfuggire alla tristezza.
e se non riesco
e mi viene da piangere
faccio spallucce e
"Già visto, già fatto....
già sentito
già provato
già incazzato
già amato
odiato
cuore già spezzato
già deluso
già offeso
già sbagliato
già scusato
già implorato
già lamentato
già arreso all'evidenza...."
e le lacrime non escono più.
mi veniva da piangere.
Quando mi veniva da piangere,
piangevo.
Adesso quando sono triste
cerco di sfuggire alla tristezza.
e se non riesco
e mi viene da piangere
faccio spallucce e
"Già visto, già fatto....
già sentito
già provato
già incazzato
già amato
odiato
cuore già spezzato
già deluso
già offeso
già sbagliato
già scusato
già implorato
già lamentato
già arreso all'evidenza...."
e le lacrime non escono più.
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